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Errore caricamento immagine. L'ispettore capo della polizia postale, Luca Bordin

Non è tutto oro quel che è "cyber"

Il progetto Scuola-Lavoro arriva al De Amicis con la polizia postale

Data news: 25 mar 2015

Non è tutto oro quel che è “cyber”. Ci sono i cyber-pedofili, individui che dissimulano la propria identità in rete, spesso fingendosi coetanei delle loro vittime per poi 'accalappiarle' con intenzioni tutt'altro che amichevoli (e legali). O i cyber-bulli, che nelle comunità virtuali scatenano la loro violenza verbale e anche fisica (postando video di pestaggi), prendendo di mira ragazzi e ragazze perché ritenuti più deboli o diversi. Questi sono solo alcuni dei rischi da evitare quando si naviga in rete - con un occhio di riguardo al materiale che si condivide online dal momento che, una volta pubblicato, non si cancella più -. Il messaggio dagli agenti della polizia postale, nel terzo incontro del progetto Scuola-Lavoro, dal titolo “Uso del web tra curiosità, sicurezza e... libertà”, è stato recepito forte e chiaro dagli studenti delle classi 5e dell'istituto “De Amicis”.
“Polizia postale è un termine un po' anacronistico per definire il nostro ruolo – ha spiegato l'ispettore capo Luca Bordin, delineando il profilo del “cybercop” -. Noi cerchiamo le prove elettroniche dei reati, dalle impronte digitali sui dispositivi elettronici al controllo delle immagini della videosorveglianza alle attività di connessione alla rete di persone sospette. Indaghiamo a caccia di reati di eversione, truffe online, violazioni del diritto d'autore e terrorismo: come avrete sentito ultimamente, anche su alcuni siti rodigini è comparso il logo dell'Isis”.
L'attività sul web è quella che genera i rischi maggiori ma, paradossalmente a quanto generalmente si crede, l'anonimato in internet non esiste e chi naviga è sempre rintracciabile attraverso l'inirizzo IP ovvero il codice numerico identificativo del proprio dispositivo. “Per non rischiare – ha chiarito l'ispettore capo – non condividete i vostri recapiti, né la scuola che frequentate, evitate di incontrare personalmente persone conosciute in chat e se incappate in discorsi strani, come quelli a sfondo sessuale, segnalateli, perché lì si nascondono situazioni poco chiare”.
“E ricordate che un po' di riservatezza non fa mai male – ha aggiunto Francesco Milan, professore di Economia aziendale dell'istituto, a chiosa dell'incontro – non condividete tutto quello che fate sui social network, le cose che contano vanno condivise con persone che contano, non con tutto il mondo. Dovete valutare internet con attenzione, anche se è cambiato il mezzo, ma questi fenomeni, dietro ai quali si nasconde la capacità di essere persone e di rispettare l'altro, sono sempre esistiti”.
Come di consueto, l'incontro è stato aperto dall'Inno d'Italia e dal filmato esplicativo dell'attività dei Maestri del Lavoro d'Italia, il cui consolato di Rovigo ha ideato e organizza ogni anno il progetto Scuola-Lavoro. “Il progetto, giunto quest'anno alla sua 7a edizione, ci ha permesso di distribuire in questi anni circa 13mila euro in borse di studio finalizzate all'inserimento lavorativo dei neodiplomati degli istituti professionali – ha sottolineato il console provinciale, maestro del lavoro Paolo Pizzardo – quest'anno abbiamo messo a disposizione altre 20 borse, che saranno assegnate ai più meritevoli delle scuole superiori tecniche e professionali”.


Data ultimo aggiornamento: 25/03/2015
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